«Building on the success of his much-discussed The Precariat, Guy Standing has now elaborated a brave and imaginative program that could bring protection to the denizens of the world and save us all from the destructiveness of neoliberal capitalism. A terrifying catalogue of destitution and dispossession».In Italia - con qualche eccezione - la proposta di Standing non è ancora entrata nel dibattito pubblico e rimane per ora all’attenzione di una nicchia limitata di studiosi, nonostante la rilevanza del tema, visto anche l’orientamento delle politiche del lavoro nazionali.
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mercoledì 28 gennaio 2015
Una carta dei diritti del precariato
Dopo il successo mondiale del volume The Precariat: The New Dangerous Class (Bloomsbury, 2011), Guy Standing torna sull’argomento con un nuovo volume focalizzato, questa volta, sulla definizione di una carta dei diritti del precariato. Il volume A Precariat Charter. From Denizens to Citizens (Bloomsbury, 2014) - non ancora tradotto in italiano - esplicita fin dal titolo l’obiettivo di Standing di provare a definire uno “statuto” del precariato con il fine di ricostruire la cittadinanza dei lavoratori precari. Ampiamente nota è la tesi di Standing sull’emergere di un nuovo soggetto politico, il precariat appunto, espressione con cui fa riferimento ad un attore sociale svantaggiato, sul piano della condizione materiale e della protezione sociale, in grado di auto-riconoscimento, di presentarsi come soggetto collettivo e di mobilitarsi per rivendicazioni politiche; il “precariato” viene quindi inteso come un soggetto emergente che potrebbe diventare una classe politica in grado di mobilitarsi per l’allargamento dei diritti sociali e, più in generale, contro lo sviluppo capitalistico neoliberista. In questo nuovo lavoro Standing si sofferma sui contenuti della rivendicazione e della mobilitazione del “precariato”. Il testo analizza le condizioni che hanno portato alla negazione dei diritti - sociali, economici, politici - generando una condizione di disuguaglianza, insicurezza e subalternità politica e poi discute ampiamente le condizioni di ri-costruzione di una nuova cittadinanza a partire dal riconoscimento di libertà, uguaglianza e solidarietà. La pubblicazione del volume è stata accompagnata da una nuovo grande dibattito globale. Sul nuovo volume-programma di Standing, Michael Burawoy ha scritto:
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Ubicazione:
Napoli, Italia
mercoledì 23 aprile 2014
Il precariato degli insegnanti in Italia. Politiche di reclutamento e domande di rappresentanza
Pubblicato il terzo working paper della serie WPF che è titolato Il precariato degli insegnanti in Italia. Politiche di reclutamento e domande di rappresentanza a firma di Emiliano Grimaldi. Anticipiamo qui l'abstract del paper:
«The working paper offers a historical and analytical frame to understand the complex phenomenon of teachers’ precarious work in the Italian public education system. The first section focuses on the mechanisms of Italian teachers recruitment. The analysis starts from the 1950s and identifies distinctive policy cycles, pointing out the origins and the historical dynamics of the recruitment of temporary teachers. The role of teachers trade unions and professional associations in such a historical process is addressed. The second section analyses the recent developments in teachers’ recruitment policies, highlighting the structural effects produced since 2008 by the new austerity regime. In doing so, the paper also outlines a provisional picture of the composite world of temporary teachers and the collective actors (unions, associations, movements, and so on) that represent them in the Italian scenario. The third section presents a set of specific traits of the Italian education system concerning labor relations, governance and teachers professionalism. The aim is to identify potential relations between these peculiar traits and the arising of new representation needs among temporary teachers. The impact of the entering of the NPM global recipes within the Italian field of education on these processes is discussed. The working paper ends with a provisional attempt to identify a set of analytical questions and dimensions to be addressed in order to further explore both the phenomenon of teachers’ precarious work in the Italian public education system and the relationship between temporary employment and the arising of new and unrecognised representation needs among teachers.»
mercoledì 19 marzo 2014
Precariousness
Di particolare interesse per le nostre ricerche è l'ultima selezione di articoli pubblicati in rete dalla rivista Global Discourse: An Interdisciplinary Journal of Current Affairs and Applied Contemporary Thought (Taylor & Francis Group). In particolare il saggio di Mauro Turrinia e Federico Chicchi “Precarious subjectivities are not for sale: the loss of the measurability of labour for performing arts workers”, quello di Ben Trott “From the precariat to the multitude” e il saggio di Emiliana Armano e Annalisa Murgia “The precariousnesses of young knowledge workers: a subject-oriented approach”. Anche il resto dei materiali mostrano diversi elementi di interesse. Buona lettura!
lunedì 27 gennaio 2014
Atipici giapponesi
Interessante l'articolo di Alessia Cerantola e Marco Zappa che descrivono i problemi sociali legati al diffondersi del precariato in Giappone nell'articolo del del 27 gennaio 2014 “Il precariato made in Tokyo”. Sul tema del rapporto con il sindacato e il tema della rappresentanza, si legge “spesso i lavoratori non sono informati dei propri diritti di rappresentanza e finiscono vittime di trattamenti discriminatori e di abusi di potere” [...] “stupisce la mancanza di coscienza sindacale soprattutto nei lavoratori più giovani”.
venerdì 4 ottobre 2013
Precari di stato
Vi segnalo l'inchiesta di Repubblica "Precari di stato": Quanti sono i precari nella scuola, nella sanità, nei ministeri e negli enti? Secondo l'agenzia governativa Aran 317mila. Per la Cgia di Mestre però sono un milione perché vanno contate tutte le figure non stabili. Come i dipendenti mascherati da "liberi professionisti". In cantiere nuovi concorsi con posti riservati. Ma c'è il sospetto che le norme contrastino con quelle Ue.
mercoledì 20 febbraio 2013
Precários Inflexíveis
In Portogallo, già da qualche anno, si è organizzato un movimento contro la precarietà denominato "Precários Inflexíveis" che per molti aspetti - da quello che ho capito - ha origini e caratteri simili al nostro movimento "San Precario". Il movimento è fortemente radicato a Lisbona e sul tema vi segnalo l'articolo di Dora Fonseca (Università di Coimbra) dal titolo "Precarious but Inflexible: The Rise of a New Social Movement in Portugal", uscito in Global Dialogue (Volume 3, Issue 2, 2012) la newsletter per la International Sociological Association (ISA). Per chi legge il portoghese, consiglio anche della stessa autrice: "Precariedade laboral e a emergência de novos actores sociolaborais: os movimentos de trabalhadores precários em Portugal"
venerdì 21 dicembre 2012
I precari PA nella Legge di Stabilità 2013
Approvata alla Camera la Legge di stabilità 2013 (21 dicembre 2012) in cui sono contenute alcune indicazioni sui "precari" della pubblica amministrazione. Il provvedimento prevede che si possono prorogare fino al 31 luglio 2013 i contratti a termine "in essere al 30 novembre 2012" che hanno superato il limite dei 36 mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi (credo limite dopo il quale si può chiedere l'assunzione come dipendente a tempo indeterminato), subordinatamente però ad un accordo sindacale decentrato, da farsi. Si prevede, inoltre, che nei concorsi pubblici i precari - intendendo quelli che hanno avuto rapporti a tempo determinato con la pubblica amministrazione, maturando almeno tre anni di servizio o alle dipendenze o come co.co.co. dell'amministrazione che emana il bando - avranno una quota riservata che potrà arrivare fino al massimo del 40% dei posti! Insomma si tratta di due provvedimenti fortemente selettivi, diretti ad una quota specifica di lavoratori a termine della pubblica amministrazione.
giovedì 6 dicembre 2012
Audizione del Ministro
Ieri, 5 dicembre 2012, c'è stata l'audizione alla Commissione parlamentare "Lavoro pubblico e privato" del Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, sulle "Problematiche derivanti dal monitoraggio degli esuberi del personale nelle pubbliche amministrazioni". Tra le altre cose, ci sono informazioni rilevanti sulla dimensione del precariato diretto della pubblica amministrazione e delle loro prospettive di espulsione per il prossimo futuro.
sabato 1 dicembre 2012
ACCETTANO DI TUTTO!
Nel corso dell'ultimo scambio di opinioni via e.mail è emersa - in relazione al tema dell'occupazione dei giovani e della condizione di precarietà - la questione del "mismatch" lavorativo con riferimento alle persone con elevati titoli di studio. Su questo tema vi segnalo questa recente intervista realizzata da Barbara Bertoncin e Francesco Ciafaloni ad Adriana Luciano (Università di Torino), pubblicata sul sito di "Una Città" (UNA CITTÀ n. 198 / 2012 Novembre), con il titolo "Accettano di tutto!", presentata così:
"Il mismatch, cioè lo sfasamento tra offerta di laureati e domanda del mercato, va visto nel dettaglio; la coerenza dell’area sanitaria e invece l’incoerenza, non necessariamente negativa, delle aree umanistiche; giovani appena laureati che pur di lavorare rischiano l’intrappolamento nella precarietà".E' rilevante per il nostro studio che per l'area sanitaria - come abbiamo già commentato nella nostra ultima riunione - questo problema è molto più limitato; di conseguenza per questa area il problema di identificazione soggettiva e sociale degli operatori sanitari (a vari livelli) e della loro rappresentanza, è più circoscritto.
giovedì 22 novembre 2012
Futuro interrotto
Vi segnalo il webdocumentario "Futuro interrotto" di Riccardo Staglianò con l'Academy di Repubblica. Si tratta di un prodotto interessante non soltanto per il suo contenuto che ci interessa per la nostra ricerca, ma anche per il formato innovativo, visto che si sperimentano modalità nuove di realizzare documentari sfruttando le opportunità offerte dal web.
martedì 13 novembre 2012
Clash City Workers
Oggi nei vicoletti intorno alla Facoltà si vedevano i manifesti della campagna Subvert IKEA. Si tratta di un'iniziativa del collettivo Clash City Workers che consiste in una campagna di bombardamento mediatico contro IKEA. L'iniziativa nasce a seguito della vertenza e del conflitto che sono scoppiati nella sede di Piacenza e che coinvolge i lavoratori dell'indotto e si pone due obiettivi: a) evitare che la vertenza scompaia rapidamente nella comunicazione pubblica; b) allargare la partecipazione alla lotta. Il collettivo Clash City Workers è un movimento attivo nell'area metropolitana di Napoli e che partecipa, organizza e condivide i conflitti del lavoro del territorio.
giovedì 8 novembre 2012
Il luogo e l'organizzazione
Segnalo l'iniziativa della CGIL di Firenze che ha inaugurato un nuovo spazio dedicato ai giovani e ai precari che si chiama PLAS La casa dei mille lavori. L'iniziativa è coordinata dal dipartimento della CGIL per le politiche giovanili e si pone l'obiettivo di creare uno spazio di informazione, aggregazione e organizzazione di lavoratori che - in relazione al tipo di lavoro e/o del rapporto contrattuale - sono frammentati, isolati e dispersi. In questa esperienza c'è un richiamo esplicito alla tradizione delle Camere del Lavoro, ma anche una rivalorizzazione dello spazio fisico come variabile rilevante per l'aggregazione e l'organizzazione dei lavoratori, non sostituibile dagli spazi virtuali offerti dal web 2.0 e dalla comunicazione offerta dei nuovi media. Iniziative analoghe sono state avviate a Bergamo, Padova e Lecce.
Video inaugurazione Plas. La casa dei mille lavori.
Video inaugurazione Plas. La casa dei mille lavori.
venerdì 19 ottobre 2012
Storie Precarie
Vi segnalo che il 7 ottobre scorso sono stati presentati al Festival della rivista "Internazionale" a Ferrara i risultati dell'inchiesta "Storie precarie". Si tratta di un'indagine sul precariato promossa dalla CGIL e dalla rivista Internazionale, coordinata dal prof. Patrizio Di Nicola della Sapienza Università di Roma. In rete è disponibile l'Executive Summary della ricerca.
giovedì 28 giugno 2012
IndustriALL Global Union
Il 20 giugno 2012 è stata costituita a Copenhagen IndustriALL Global Union, la nuova federazione sindacale internazionale che nasce dalla fusione di tre grandi federazioni internazionali: quella dei sindacati metalmeccanici, chimici e tessili. Si tratta di un soggetto che unisce 50 milioni di iscritti, distribuiti in 140 paesi e che cerca di mettersi al passo con l'organizzazione globale della produzione seguendo le catene globali del valore [VIDEO]. Dopo due anni di lavori costituenti che hanno visto impegnati i gruppi dirigenti nazionali, si è arrivati alla votazione in assemblea tra il 18 e il 20 giugno dello Statuto e del Piano d'azione.
Dei dieci punti che riguardano il Piano d'azione di IndustriALL uno è specificamente dedicato alla lotta alla precarietà con questa piattaforma programmatica (estratto dal piano d'azione, nella traduzione di Carlo Bertoni):
venerdì 11 maggio 2012
The Precariat: The New Dangerous Class
Indicazioni bibliografiche. Oggi mi confrontavo con uno dei coordinatori nazionali del movimento "il nostro tempo è adesso" che è collaterale alla CGIL e si propone di organizzare i precari per gruppi professionali omogenei (lasciatemi passare la semplificazione) e mi suggeriva una lettura che - a suo avviso - sta influenzando molto il dibattito interno ai movimenti di precari organizzati. Si tratta del libro di Guy Standing dal titolo The Pracariat. The New Dangerous Class (Bloomsburt, 2011). Il libro è integralmente consultabile sul sito dell'editore (scheda "Read"). L'autore è anche uno degli animatori del progetto Basic Income Earth Network (BIEN). Credo che sia interessante per la nostra ricerca perché si pone la domanda di quale rappresentanza politica sia più attraente per le persone che hanno un'occupazione instabile.
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