Visualizzazione post con etichetta braccianti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta braccianti. Mostra tutti i post

domenica 1 aprile 2012

Letture, materiali e riflessioni

Dopo la riunione delle unità locali a Milano, Enrica ci suggerisce di leggere:
Oltre a questi materiali, vi segnalo che sull'ultimo numero di Napoli Monitor c'è un interessante articolo dal titolo "La scuola dei pendolari" che nel sito viene presentato così:
Insegnanti andata e ritorno. Da trent’anni i pullman dell’Acierno portano nella capitale i pendolari dell’Irpinia e del nolano. Gabriella e le sue colleghe sbarcano a Termini alle otto del mattino, e aspettano la chiamata per una supplenza. Senza farsi illusioni sull’entrata in ruolo
In attesa che Enrico ce ne fornisca copia, l'articolo ci offre l'opportunità per focalizzare la nostra riflessione sul "gruppo obiettivo" di uno studio di caso: gli insegnanti-ata precari pendolari Napoli-Roma: (a) la precarietà occupazione nel settore scuola pubblica è un aspetto strutturale del settore che è stato accentuato con il processo di precarizzazione post-riforme Treu (1997) e Biagi (2003); (b) il pendolarismo di lungo raggio è un fenomeno anch'esso strutturale con direzione Roma; (c) il pendolarismo, inoltre, non è soltanto legato alla riduzione dei tempi di percorrenza ferroviari (vedi TAV), ma è anche legato ad altri mezzi di trasporti più economici e/o flessibili: mobilità privata automobile (più flessibile del treno) e mobilità pubblica autobus (più economica del treno).

lunedì 6 febbraio 2012

Venosa (Burkina Faso)



Questo videoclip è stato girato nell'agosto 2011 a Boreano (PZ).
Nei casolari abbandonati di Boreano, nelle campagne del comune di Venosa, in Basilicata, trovano alloggio ogni estate centinaia di lavoratori provenienti dall'Africa occidentale, che giungono qui alla ricerca di qualche giornata di lavoro nella zona, soprattutto come braccianti nella raccolta del pomodoro. Vengono assunti soltanto attraverso caporali e sono pagati a cottimo e spesso in nero.
Il videoclip è il frutto dell'incontro tra alcuni ragazzi originari del Burkina Faso, che si trovavano più o meno casualmente a Boreano per lavorare in agricoltura, e alcuni artisti, videomaker e ricercatori sociali venosini.
Autore del testo e protagonista del clip è Daise B, studente di scuola superiore in una cittadina dell'Emilia Romagna e giovane autore di testi hip hop.
La drammatica situazione in cui i braccianti stagionali africani vivono e lavorano a Boreano è stata denunciata più volte. In questo videoclip forse per la prima volta a raccontare Boreano è, con la sola mediazione del montaggio, uno di quei lavoratori. Le sue parole ci narrano l'emigrazione dall'Africa, il colonialismo, la delusione successiva all'arrivo in Europa, lo sfruttamento, il razzismo, la voglia di riscatto.

Testo: Daisie B
Musica, arrangiamento, registrazione e missaggio: Sergio Dileo

lunedì 7 novembre 2011

Lo sciopero di Nardò


I cassoni sono accatastati in un angolo, i lavoratori sono nell’altro. I cassoni sono vuoti. Nessuno raccoglie più il pomodoro. I lavoratori confabulano tra loro. A pochi metri di distanza, seduto su un cassone rovesciato come fosse un pascià, un caporale sbraita. Intima di muoversi, di tornare a lavorare, di non farsi venire strani grilli per la testa... Ma i raccoglitori non si muovono. Anzi, sì: due, tre di loro lo fanno. Si dirigono verso il pascià seduto e gli dicono che oggi no, oggi non lavora nessuno, incrociano le braccia. Sono stanchi di essere trattati come schiavi. Poi bloccano la strada...
Lo sciopero dei braccianti africani di Nardò, nel cuore del Salento, è iniziato così, una mattina di fine luglio. Le immagini me le ha fatte vedere qualche giorno dopo un bracciante che aveva filmato tutto, raccontandomi ciò che le immagini mostravano in un misto di italiano e francese. Per aver immortalato quei momenti con il suo cellulare l’uomo è stato pesantemente minacciato. Ti tagliamo la gola, gli hanno detto gli sgherri del caporale. Ti tagliamo la gola se le fai vedere in giro...
Ma lui se ne frega, dice fiero, mentre stoppa le immagini e ripone il cellulare nella tasca dei pantaloni. Ed è allora che ho capito che una gabbia mentale era ormai andata in frantumi.

Così inizia un articolo di Alessandro Leogrande sullo sciopero di Nardò; lo ha pubblicato Rassegna sindacale sul suo inserto culturale e qui si può leggere il resto. Leogrande ha pubblicato "Uomini e caporali", un libro di successo sulla condizione dei braccianti immigrati, soprattutto dai paesi dell'est, in Puglia.
In un commento da un'altra parte ci sono riferimenti alle Brigate di solidarietà attiva e al loro lavoro nel Mezzogiorno.