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lunedì 6 ottobre 2014

Tutela contro la precarietà nel mercato del lavoro secondo Colin Crouch

Nell'ultimo libro scritto da Colin Crouch Quanto capitalismo può sopportare la società (Laterza, 2014) viene affrontato anche il tema delle tutele contro la precarietà. Sul sito dell'Editore si può leggere l'estratto che focalizza l'attenzione su tale questione:
Si può affermare che una persona abbia un impiego sicuro nel mercato del lavoro se ha una probabilità scarsa o nulla di perderlo e doverlo sostituire con un impiego di livello inferiore. Ma questa certezza significa godere di protezione nell’ambito di un impiego o di un’organizzazione presso la quale si è assunti, oppure nutrire fiducia nell’esistenza di una buona offerta di posti alternativi e altrettanto promettenti, oltre che nella possibilità di accedervi e nella disponibilità di assistenza durante il periodo di transizione, qualora si perda effettivamente l’impiego? La differenza è fondamentale per i dibattiti in corso sulle politiche in materia di sicurezza del lavoro, ed esemplifica con chiarezza anche la differenza tra socialdemocrazia difensiva e assertiva.
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domenica 20 luglio 2014

Crisi della rappresentanza e precarietà: azzardi teorici per interpretare il mutamento

Disponibile in rete il nuovo working paper della serie Working Papers FARO, numero 1 del 2014, il quarto dall'avvio della serie. Si tratta di un saggio di Gunter Bechtle e Marianna Colacicco dal titolo Crisi della rappresentanza e precarietà: azzardi teorici per interpretare il mutamento. Presentiamo il lavoro, riprendendo l'abstract del working paper:
«The aim of this article is to analyze different perspectives through which reading changes concerning the world of representation and social protection. The crisis of traditional modern society, its securities and the weakness of the premises of the “social pact”, increase the need to answer how the traditional institutions face new kind of problems about safeguard  of rights on job, precarisation of labor market and new working qualities. Inside this questions lies also the phenomenon of representation, meant anymore as social pact among subjects and Modern State, rather as contestation of former guaranties and construction of new nets of “self-construction”. The first part of this essay is an historical and theoretical re-construction since the birth of very first Social State, with all its social innovations and contradictions, till the crisis of fordism and the beginning of post-fordism, and the incoming of “financial capitalism”. The red line of this part concerns the hypothesis of reading the phenomenon of representation inside the social problem of precarisation, meant as an historical dimension not only closed to the last global capitalism bat to all the “valorization process” of development of capitalism. The second part instead is a possible key of lecture to analyze the arising forms of representation and the contestation of formers. It’s about individualization theory by the German sociologist Ulrich Beck, inside post-modern theories, which explains how the old pillars of modern society can live a “second modernization”, or “reflexive”, so to produce new answers to face risks of global society. Representation in this sense is social process, a construction by several actors and social subjects. What comes out from these pages is a frame of representation “very open” to a deep sociological reflection, including a multitude of elements coming from the past and news still to come out.»

giovedì 20 marzo 2014

Jobs Act e precarietà infinita

Chiara Saraceno è intervenuta nel dibattito intorno al Jobs Act proposto dal governo Renzi con un articolo pubblicato in Lavoce.info dal titolo Renzi, il Jobs Act e la precarietà infinita. L’articolo si presenta così:
“Anche il Governo Renzi sembra ritenere che il problema principale del mercato del lavoro in Italia sia la rigidità dei contratti. E dunque si estende ancora la precarietà. Che penalizza i giovani e soprattutto le donne. Senza creare un solo posto di lavoro in più”.
Da notare, sempre nel gruppo di studiosi che animano il sito Lavoce.info, anche le posizioni critiche di Tito Boeri e Pietro Garibaldi espresse in Norme sul lavoro sull’orlo della schizofrenia e ancora di Boeri Per favore, cambiate quel decreto!.

giovedì 11 aprile 2013

Professionisti o precari della PA

Una recente inchiesta di Repubblica.it "Lavoro sì, ma gratis" porta alla ribalta un pezzo di attività che viene svolta presso le pubbliche amministrazioni da persone ad elevata qualificazione con retribuzioni basse o a gratis, e con rapporti di lavoro atipici. Un tempo sarebbero stati considerati dei professionisti, ma molti di questi sembra essere dei precari nel senso in cui li abbiamo definiti nel nostro progetto di ricerca.

sabato 23 febbraio 2013

Gratuità, precarietà e processi di soggettivazione nell'era della produzione digitale

Vi segnalo la Call for Papers della rivista Sociologia del Lavoro Confini e misure del lavoro emergente. Gratuità, precarietà e processi di soggettivazione nell'era della produzione digitale (numero monografico n. 1/2014). Sarebbe interessante porsi criticamente su quello che loro chiamano "il paradigma del lavoro gratuito", sopratutto per i paesi occidentali in questa fase di crisi.

Ecco il testo della Call for papers:
Il volume intende promuovere la discussione sul tema delle nuove forme del lavoro che, a differenza del lavoro industriale, coinvolgono interamente la vita degli individui, caratterizzandosi per il fatto che soggetto, emozioni, creatività, esperienze, comunicatività sono pienamente investiti e messi a valore - anche quando non sono formalmente remunerati. La soggettività di questi lavoratori/trici si dispiega e si disvela molte volte attraverso gli ambienti online.